venerdì , 22 giugno 2018

Il progetto

Facies Passionis nasce da un’idea del Consiglio di Amministrazione dell’Arciconfraternita del Carmine, con la finalità di rendere un servizio alla comunità rendendo fruibili alla vista del pubblico e sottolineando il lato artistico e la bellezza dei tanti Simulacri che appartengono al patrimonio storico artistico e religioso del territorio e provenienti da tutti i luoghi interessati dal fenomeno espressivo e religioso della Settimana Santa.

L’iniziativa prevede l’organizzazione di una mostra di questi Simulacri provenienti da varie realtà territoriali, che sarà ospitata all’interno della Chiesa del Carmine di Taranto, e che vedrà esposti i Volti della Passione di Nostro Signore, nelle varie interpretazioni che le tante Confraternite custodiscono e possono offrire agli occhi del visitatore.

Il significato profondo di questa iniziativa è da ricercare nella scelta di prestare temporaneamente la Chiesa ad un’operazione culturale di alto livello condivisa dal Padre Spirituale Mons. Marco Gerardo che ha interpretato e supportato quest’idea.

La mostra nasce, infatti, con l’intento primario di porsi come primo passo e prodromo al periodo forte della Quaresima e della Santa Pasqua; come un momento di riflessione aperta e di osservazione partecipante ed attiva al Mistero divino della Passione di Gesù attraverso l’espressione creativa di tanti artisti che, nel corso dei secoli, si sono cimentati nel plasmare i Volti espressivi e bellissimi di Gesù che animano i Riti della Settimana Santa.

La mostra verrà organizzata nei giorni immediatamente precedenti l’inizio della Quaresima e prima della celebrazione delle Quarant’ore.

Questo momento in sé vuole concentrare l’attenzione del pubblico sulla contemplazione della bellezza dal punto di vista artistico confluendo in un progetto più ampio di comunicazione dell’importanza dei Riti della Settimana Santa come fenomeno antropologicamente essenziale per il racconto della storia del Territorio. La bellezza artistica è sempre stata considerata riflesso della Bellezza divina. L’arte è una via di evangelizzazione “empatica” tipica della pietà popolare che ha come suo specifico la capacità di coinvolgere, di suscitare emozioni, sentimento (nella sua eccezione antropologicamete positiva). L’iniziativa si inserisce nella consolidata prassi ecclesiale della cosiddetta “Biblia pauperum”, ovvero quella capacità che le arti figurative hanno di trasmettere i contenuti della fede in modo universalmente intellegibile.