giovedì , 4 Giugno 2020

Comunicato Stampa di Ringraziamento del Priore

papalia1Giunti a qualche settimana dalla meravigliosa Processione dei Misteri in città vecchia mi è doveroso condividere alcune riflessioni e ringraziare pubblicamente le tante persone che hanno permesso questo evento storico e straordinario.

Grazie a Mons. Marco Morrone e alla comunità parrocchiale di San Cataldo per averci accolti nella notte del Venerdì Santo nella stupenda Cattedrale della nostra Città.

Un ringraziamento speciale al Questore, Dr. Enzo Giuseppe Mangini, persona che ha creduto nel progetto prodigandosi, con determinazione, per superare le molte difficoltà che esso comportava.

Grazie al Dr. Antonio Calcagni per il perfetto coordinamento del servizio di ordine pubblico.

Grazie al Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Daniele Sirimarco e della Guardia di Finanza, Col. Salvatore Paiano che, unitamente a tutte le altre forze di Polizia e al 118 di Taranto, con il dott. Balzanelli, hanno reso sicure le strade percorse dalla processione.

Grazie al Comandante della Capitaneria di Porto di Taranto C.V. Giuseppe Famà, per la fattiva collaborazione e per aver consentito la realizzazione, presso i propri locali, della centrale operativa interforze.

Grazie al Signor Sindaco di Taranto Dr. Ippazio Stefano e agli Assessori Francesco Cosa, Gionata Scasciamacchia, Cosima Lorusso, ai Dirigenti Egidio Pranzo e Carmine Pisano nonché ai tecnici comunali dell’ufficio Risanamento Città Vecchia che si sono adoperati per risolvere le problematiche relative alle condizioni, purtroppo non ideali, in cui versa il nostro centro storico.

In particolare il mio grazie va all’Architetto Mino Netti, eccellente professionista e uomo del fare, non del rinviare.

Grazie ai Presidenti Dr. Walter Poggi e Dott.sa Rosa Di Benedetto ed ai Dirigenti dell’AMAT e dell’AMIU per la concreta collaborazione, nonché al Comandante dei Vigili del Fuoco dott. Francesco Notaro e della Guardia Forestale dott. Giovanni Verdiglione.

Un grazie particolare e colmo di gratitudine al Comandante della Polizia Locale Michele Matichecchia che ha, con molta pazienza e concreta operatività, superato ogni ostacolo.

La gratitudine va estesa a tutti gli appartenenti al Corpo, con una speciale menzione al Capitano Raffaele Maragno che ha seguito dall’inizio l’organizzazione del piano di sicurezza per lo svolgimento della processione.

Grazie a tutte queste persone e molte altre che nell’ombra, con uno sforzo sovrumano e con un lavoro di preparazione capillare e meticoloso, hanno permesso ed hanno fatto sì che un evento così importante e che presentava molte incognite, come l’imponente Processione dei Misteri in città vecchia, avvenisse senza il minimo inconveniente e senza che l’ordine e la sicurezza pubblica nonché l’incolumità dei fedeli, dei partecipanti tutti e dei simulacri, venissero mai messe in pericolo.

Dietro tutto ciò vi è stato un lavoro certosino, una preparazione iniziata molti mesi fa che ha dato i suoi frutti e per la quale io personalmente e l’Arciconfraternita tutta saremo sempre grati alle persone che ho elencato e ad ogni singolo appartenente alle Forze dell’Ordine e alle unità di soccorso impegnati durante il Venerdì e il Sabato Santo.

Un ringraziamento va alla cittadinanza di Taranto che, con una partecipazione di fede fuori dal comune, ha riempito le strade del Borgo Antico stringendosi attorno ai suoi Perdoni, alle sue Statue, ai suoi Simboli, in un abbraccio storico, straordinario come straordinaria era la Processione dei Misteri. Così come non potremo mai dimenticare le cinquantamila presenze in Via Garibaldi che, “avvolgendo” con la loro fede il Corteo Processionale, hanno scortato i Confratelli sino alla scalinata della Via Nuova con una compostezza e con un calore senza precedenti. Il tutto nella piena condivisione della meravigliosa gente della città vecchia che ha accolto la processione con una compostezza e una disponibilità che resteranno per sempre nei nostri cuori.

E poi, lasciatemelo dire, il grazie più grande va ai “miei” Confratelli, ai partecipanti attivi e a quelli che sono stati a loro vicini per tutta la durata della Processione, orbene tutti loro, indistintamente uno per uno, dopo 250 anni, hanno rinnovato quel patto ideale con la famiglia Calò, dimostrando per le strade della nostra città, qualora ce ne fosse bisogno, tutto il loro decoro, la loro dignità, il loro contegno nello svolgere quello che, sicuramente, sarà ricordato come l’evento degli eventi nella storia della nostra Arciconfraternita.

I confratelli sono stati il “trait d’union” ideale tra l’organizzazione meticolosa della Processione e la marea di fedeli accorsa ad ammirarla, dando prova, come sempre, di meritare tutti quegli occhi estasiati e in preghiera che hanno affollato le vie della nostra città.

Una Processione unica, per spazi e situazioni addirittura sconosciuta alle generazioni di confratelli che oggi partecipano ai Riti, eppure svolta, soprattutto dai più giovani, con una compostezza quasi maggiore del solito, con la consapevolezza che quello che si stava facendo era “la storia” della Confraternita e la storia va sempre onorata.

Ricorderò uno per uno i volti dei giovani portatori, dei più anziani, degli storici confratelli, il loro stupore nell’attraversare le strade che furono attraversate dai loro predecessori, che furono solcate dalle “nazzicate” dei nostri avi, l’imponenza del Duomo che ha accolto i nostri Simboli, un ritorno a casa che è stato antico e nuovo nello stesso tempo e che ci ha “rigenerati” in vista dei prossimi duecentocinquanta anni, come felicemente ebbe a suggerirci il nostro Padre Spirituale Mons. Marco Gerardo quando si iniziò a parlare della Processione nel borgo antico.

E come non ringraziare immensamente il nostro Arcivescovo Mons. Filippo Santoro, Egli ha permesso tutto questo, ci ha concesso questa Processione meravigliosa e straordinaria, da buon padre ci ha accolto nella Sua casa, mettendo a disposizione l’Episcopio; felice, Lui per primo, ha voluto questo evento da noi promosso per valorizzare quella parte sfortunata della nostra città che tanto è martoriata e che tanto merita una rivalutazione storica, senz’altro, ma che permetta a questa parte così bella della nostra Taranto di poter vivere e di poter essere vissuta non solo due giorni all’anno ma sempre.

Chiudo queste mie riflessioni, riprendendo proprio le parole dell’Arcivescovo, facendole mie, sperando che questa sinergia tra le forze messe in campo per l’organizzazione della Processione in città vecchia possa essere sprone ed esempio per tutte quelle Autorità ed Istituzioni che hanno il diritto/dovere di non arrendersi, che hanno le risorse per sperare e far sperare in un futuro radioso non solo del Borgo Antico di Taranto ma di tutta la città, perché abbiamo dimostrato che insieme, con una comunione di intenti, con gli stessi obiettivi tutto si può fare e in tutto si può riuscire.

 Il Priore

Cav. Antonello Papalia