martedì , 16 ottobre 2018

Che Taranto ci aspetta…??

Le toccanti parole del nostro Priore… commoventi… emozionanti… all’apertura dei “nostri giorni”

 

E’ passato un anno, un lungo anno e noi siamo sempre qui, in attesa di quel giorno in cui potremo nuovamente vedere la nostra gente, la nostra città, lo sguardo del popolo di questa meravigliosa terra di Taranto.

Siamo qui, nelle nostre nicchie, al riparo dal rumore assordante che, quotidianamente, mortifica la città, la fa avvilire e, quasi, rinunciare al riscatto, alla speranza, alla voglia di riappropriarsi della propria identità, della propria storia e dei fasti perduti.
Siamo qui, nelle nostre nicchie, custoditi e devotamente amati dai Confratelli di questo antico Sodalizio.
Ricordiamo le mani forti di Giovanni, la gentilezza di zio Ciccio, il rispetto di Franco e di zio Gino, i modi spiccioli del caro Peppe, il garbo di Fernando, tutti uomini che si sono sempre preoccupati di mantenerci in buono stato e di preservare la nostra sacralità, confratelli che hanno fatto sì che nella notte dei Misteri, quando siamo al centro dell’attenzione, possiamo apparire ai fedeli in tutta quella bellezza che gli artisti sono stati capaci di donarci.
Come sempre ci interroghiamo su che città troveremo quest’anno, quando, solennemente, percorreremo le nostre strade tra due ali di popolo, sorretti dalle capaci spalle dei Confratelli.
Saremo da loro “nazzicati” con perizia e con maestria ma, soprattutto, con il cuore e con tanta fede.
 
Quei confratelli che, con i loro sacrifici, ci permettono, ogni anno, di incontrare la nostra gente, di vedere come questo lembo di terra stupendo cambia negli anni. Aspettiamo di scoprire chi di loro compierà il consueto miracolo di far segnare anche chi non viene mai a trovarci nella nostra casa.
 
Facciamo il tifo anche noi la Domenica delle Palme, nella certezza che anche chi non ha coronato il proprio sogno, saprà riproporsi in futuro con maggiore determinazione. Siamo orgogliosi come padri che vedono crescere i loro figli secondo gli insegnamenti impartiti.
Il calice è ancora più amaro però quando vediamo come soffre il nostro popolo, il legaccio alla colonna lo sentiamo ancora più stretto se stringe anche l’anima della gente, l’umiliazione della nostra coronazione di spine ci pesa di più pensando che rappresenta anche l’umiliazione di questa città che ha perduto la propria dignità, il peso della Croce ci annichilisce perche lo leggiamo negli occhi dei bambini quando passiamo nelle strade della città e dall’alto della Croce scorgiamo ancora meglio il cuore dei tarantini.
Vogliamo ringraziare Carmine perché, con le sue foto, non ancora viste ma sicuramente stupende, considerando la sua fama di grande artista, ci permetterà, per una volta, di dirvi che la vittoria della vita sulla morte farà ritrovare questa città e che dopo il nostro ritorno a casa,  Sabato Santo, la morte verrà sconfitta dalla Resurrezione.
Verrà un anno in cui, portati sulle spalle dei nostri confratelli, sfileremo in una città rinata, unita, fiera di se stessa, della propria identità, saremo ancora più orgogliosi perche significherà che la nostra lezione di vita più importante, quella della Resurrezione, sarà stata compresa appieno dai nostri amati figli.

Siamo felici di essere qui con voi in questa città e non vi abbandoneremo mai.